Narrativa per ragazzi Giunti. Oggi volare con la fantasia conviene!
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venerdì 27 aprile 2012
Novità in libreria - Disponibile dal 3 Maggio
LA LUCE SUGLI OCEANI
Sono la figlia che hai sempre voluto. Adesso tu sei mia madre. E nessuno lo verrà a sapere.
Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo.
Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull’isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d’improvviso la quiete dell’alba.
Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto.
Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell’ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c’è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata.
Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più.
Sono la figlia che hai sempre voluto. Adesso tu sei mia madre. E nessuno lo verrà a sapere.
Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo.
Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull’isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d’improvviso la quiete dell’alba.
Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto.
Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell’ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c’è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata.
Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più.
giovedì 19 aprile 2012
Il nuovo libro di Erri De Luca. Disponibile dal 26 Aprile
"Non mi prenderanno vivo. Ne hanno catturati mille di noi, ma non farò la fine di una foglia d’autunno che si arrende."
Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire. Lui è convinto di avere per unico torto la sconfitta. Lei non vuole sapere i capi d’accusa perché il torto di suo padre non è per lei riducibile a circostanza, momento della storia. Insieme vanno a un appuntamento prescritto dalla kabbalà ebraica, che fa coincidere la parola fine con la parola vendetta. Pretesto sono le pagine impugnate da uno sconosciuto in una locanda.
Prenota la tua copia presso la Libreria Culture Club Cafè
Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire. Lui è convinto di avere per unico torto la sconfitta. Lei non vuole sapere i capi d’accusa perché il torto di suo padre non è per lei riducibile a circostanza, momento della storia. Insieme vanno a un appuntamento prescritto dalla kabbalà ebraica, che fa coincidere la parola fine con la parola vendetta. Pretesto sono le pagine impugnate da uno sconosciuto in una locanda.
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Il nuovo libro di Niccolò Ammaniti. Disponibile dal 27 Aprile
«Il romanzo è una storia d’amore, il racconto è la passione di una notte». Il nuovo libro di Niccolò Ammaniti.
C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di piú. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso. Ecco, se dovessi fare un paragone azzardato, il romanzo è una storia d’amore, il racconto è la passione di una notte.
Niccolò Ammaniti
Prenota la tua copia presso il Culture Club Cafè
C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di piú. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso. Ecco, se dovessi fare un paragone azzardato, il romanzo è una storia d’amore, il racconto è la passione di una notte.
Niccolò Ammaniti
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lunedì 16 aprile 2012
Qualunque cosa succeda
Una figura forse poco conosciuta, ma meritevole di essere approfondita. Studiata, diremmo. Il suo è un esempio di cui si è sempre sentito il bisogno, in questo periodo più che mai. Così l’avvocato Nicky Persico ha definito Giorgio Ambrosoli, il legale milanese, che nel luglio del 1979 ha pagato con la vita il suo senso dello Stato, oltre che di responsabilità nei confronti della collettività. In una escalation di ricatti e minacce, denunce e intimidazioni, Ambrosoli ha assolto fino all’ultimo il suo compito di commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindòna, il finanziere siciliano dall’operato oscuro. A 30 anni di distanza il figlio Umberto ha deciso di scrivere il libro “Qualunque cosa succeda”, edito da Sironi, con un intento preciso….”Perchè – dice Umberto Ambrosoli – cambiano i nomi, ma la situazione è la stessa. Con questo libro ho voluto far riflettere la gente, soprattutto i giovani, che il sistema, inteso come modo di intendere l’economia, la politica, la finanza, è lo stesso di allora.” La prefazione del libro, che ha vinto il Premio Terzani 2010 con oltre 60mila copie vendute, è firmata da Carlo Azeglio Ciampi. Il volume è stato presentato a Mola di Bari nell’ambito degli incontri organizzati dal Presidio del libro locale e dal Culture Club Cafè. Sul tema di quest’anno, “Le parole e l’azione”, Umberto Ambrosoli ha ricostruito la vicenda di suo padre attraverso la sua agenda personale, le carte processuali, alcuni filmati Rai e partendo dalle parole che il padre scrisse in una lettera alla madre “Qualunque cosa succeda”, parole che hanno dato il titolo al libro.
http://www.antennasud.com/sezioni/news/cultura-spettacolo/qualunque-cosa-succeda-le-parole-di-ambrosoli-nel-libro-del-figlio/
http://www.antennasud.com/sezioni/news/cultura-spettacolo/qualunque-cosa-succeda-le-parole-di-ambrosoli-nel-libro-del-figlio/
venerdì 13 aprile 2012
Un libro come terapia
In Italia si legge poco, ma leggere aiuta il processo di guarigione in un malato. Sarà per questo disinteresse che la “biblioterapia” non si è diffusa in Italia tanto quanto in altri Paesi, dove invece l’hanno presa molto sul serio: affiancare le terapie mediche a letture di libri si è rivelato efficace nel percorso di guarigione per la cruciale importanza dell’aspetto psicologico nell’affrontare le malattie.
Sono stati gli ospedali statunitensi i primi a cogliere l’importanza dell’impatto emozionale di un libro, e hanno istituito in molti reparti – specialmente oncologia e psichiatria – delle vere e proprie biblioteche. La tipologia dei libri spazia dai resoconti di viaggi ai romanzi, alle poesie, e addirittura in molte strutture esiste anche un consulente che consiglia il libro più adatto dopo alcuni colloqui conoscitivi e aiuta poi il paziente a trarne giovamento con discussioni successive alla lettura.
Sono stati gli ospedali statunitensi i primi a cogliere l’importanza dell’impatto emozionale di un libro, e hanno istituito in molti reparti – specialmente oncologia e psichiatria – delle vere e proprie biblioteche. La tipologia dei libri spazia dai resoconti di viaggi ai romanzi, alle poesie, e addirittura in molte strutture esiste anche un consulente che consiglia il libro più adatto dopo alcuni colloqui conoscitivi e aiuta poi il paziente a trarne giovamento con discussioni successive alla lettura.
Il processo diventa dunque profondamente interattivo: il libro non è rifugio ed evasione ma occasione di confronto, riflessione e discussione, strettamente connesso all’aspetto terapeutico della lettura che si è rivelato particolarmente efficace anche nelle soluzioni di gruppo.
martedì 10 aprile 2012
Il dolore per la morte di Miriam pubblicata da Giovanna Melandri
E adesso come facciamo Miriam senza di te? Come facciamo senza la tua intelligenza, senza i tuoi consigli, i tuoi rimproveri e le tue risate? Come facciamo senza di te a costruire quell' Italia giusta e innovativa che hai sognato tutta la vita?
Non ce la facciamo, infatti. Da oggi, possiamo solo, volta per volta, provare ad immaginare cosa ci avresti detto tu, quali sentieri non convenzionali ci avresti suggerito di imboccare, quale conformismo avresti smascherato, e per quali riforme ti saresti battuta come una tigre, quali vecchie parole avresti buttato via e quali nuove parole avresti invece introdotto nel nostro vocabolario , ma soprattutto da Oggi senza di te dobbiamo immaginare quale futuro avresti voluto tu per le ragazze e I ragazzi di oggi in cui riponevi tanta fiducia e tante speranze.
E come faccio io senza di te Miriam? Amica adorata, mi mancherai immensamente per tutto. Per i pensieri lunghi, per le risate gentili, per la curiosita' senza fine, per la liberta' e per la fiducia, per l'esplorazione continua, per il pensiero di donna, per l'intensita' tollerante, per il dono prezioso di un' amicizia che ha cambiato la mia vita, per avermi sempre spinto oltre. Grazie Miriam.
Giovanna
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